lunedì 24 febbraio 2014

Cos'è la necrofilia?

Di Howard Poe


La necrofilia, rientra nel novero di quei disturbi, dei quali si parla con malcelata difficoltà. Le persone, in generale, tendono ad ignorare disturbi del genere, anzichè affrontarli per quello che sono: tale è lo sconcerto che suscitano. La necrofilia, dunque, è una perversione sessuale, caratterizzata dal raggiungimento dell'orgasmo, per tramite di atti eterosessuali, oppure omosessuali, compiuti su un cadavere.
Il morto diventa un feticcio. La sua assenza di emozioni, di reazioni, legittima la persona ad abusarne con piena bramosia. Tuttavia, non è solo questo che scatena la libido del malato. Il morto, nella sua immobilità, diventa una sorta di totem. Quasi una figura simbolica. Qualcosa da infrangere a livello metaforico, oltre che fisico. Il necrofilo diventa iconoclasta, feticista, e pur sempre preda di sensazioni fisiche legate alla morte.
Ci sono stati molti casi di necrofilia, che hanno suscitato l'attenzione dei medici. Uno su tutti, è quello del dottor Carl Tanzler, un radiologo americano vissuto negli anni trenta. Costui ebbe in cura una giovane paziente, affetta da tubercolosi. Poco più di una ragazzina. Il medico sapeva che la giovane era spacciata, ma la curò con accanimento. Di fatto ne era innamorato.

Quando la ragazza morì, si dichiarò disposto a pagare la sepoltura a proprie spese. I genitori, essendo molto poveri, accettarono di buon grado la proposta del medico. Questi, realizzò un imponente mausoleo, e vi collocò il corpo della ragazza. La temperatura interna del mausoleo, il tenore e la foggia della bara, erano stato determinati, per evitare la decomposizione del corpo.
Ebbene, un paio di anni dopo la sepoltura, il medico, prelevò nottetempo, il corpo della sua amata. E lo collocò in camera da letto. Quasi la ragazza fosse ancora viva. Il medico abusò del corpo. Ma non solo e non tanto a livello fisico. Egli usava parlare al cadavere, lo toccava, lo vezzeggiava, lo amava. Lo investiva dello stesso sentimento che aveva provato per la ragazza quando ella era viva.
Il medico venne scoperto dai suoi stessi domestici. I quali, a lungo andare, furono messi in allarme dalla sua condotta particolare. E dall'odore che proveniva dalla stanza del dottore, ormai interdetta alla servitù.
Molti serial killer sono necrofili. E riescono a dare seguito alla propria sessualità, solo dopo aver ucciso la propria vittima. La nostra mente, nasconde molte stanze segrete. In una di queste stanze...una delle più oscure...alberga un disturbo siffatto.