sabato 11 gennaio 2014

Il piacere dell'attesa, sei frettoloso o sognatore?

Di Patrick Bini


Tom Crouise nel noto film "Vanilla sky", pronuncia una frase, che mi ha sempre fatto riflettere: "io sono un rimandapiaceri, un amante dell'attesa". Anche il Leopardi ne "il sabato nel villaggio" esprime piú o meno lo stesso concetto:
Questo di sette è il più gradito giorno,(il sabato)
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia (la domenica)
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Mi ricorda un pó la trepidazione che provavo da bambino in attesa di Babbo Natale che poi di persona mi spaventava e inquietava. Peró mi portava i regali, ed ero felice, quindi era un vero e proprio turbine di emozioni...
La stessa varietá di sentimenti forti, percepibili fisicamente con la tipica stretta allo stomaco, accompagna i giovani innamorati nell' attesa di rivedere la persona bramata. Solitamente però, a meno che non sia vero amore, se lei si concede troppo in fretta, l'illusione si scioglie in poco tempo.
L'attesa è quindi solitamente gratificante e amplifica il desiderio per l'oggetto. Non tutti però la percepiamo alla stessa maniera. Ci sono coloro che appena desiderano qualcosa fanno di tutto pur di averla subito e coloro che invece amano crogiolarsi nei propri desideri. Abbiamo quindi i frettolosi e i sognatori. Il tipo di emozione e la sua intensità  varia a seconda che siate frettolosi o sognatori e in base all'oggetto del desiderio che può essere materiale (lcd, auto, denaro) o immateriale (potere, fama, amore).
Certo obietterete voi, se peró mi si rompe il cellulare e lo devo cambiare non posso mica attendere, ne ho bisogno immediato. Questo é vero ma anche l'acquisto di cose di cui ho necessitá può essere fatto in diversi modi.
Il frettoloso si recherá nel negozio piú vicino e senza neppure informarsi, tanto c'é il venditore esperto che l'aiuta, in 15 minuti diviene il felice possessore di un telefono.
Il sognatore invece non ha neppure bisogno d'informarsi perché giá da mesi controllava in rete blog, futures, tecnologie, prezzi, il sito migliore in cui fare acquisti. Anche se in realtá non gli serviva, sognava non tanto di possederlo, ma di conoscere virtualmente l'oggetto di un possibile desiderio proprio per poterlo desiderare. Un vero paradosso di gratificazione... Probabilmente l'immagine interna dell'oggetto del sognatore é migliore dell'oggetto stesso. Invece il frettoloso si accontenta dei pochi momenti di felicità che si hanno prima di assuefarsi alla prenza dell'oggetto voluto.
La mia fidanzata é la tipica rappresentante di coloro che non conoscono il significato dei termini pazienza e attesa. Non serve che l'oggetto del desiderio le sia utile o necessario, basta parlarne un attimo, se la cosa gli piace é ha un costo abbordabile state pur certi che entro pochi giorni me lo ritroverò inutilizzato in giro per casa. Poi come al solito per le varie ricorrenze mi trovo ad annaspare per trovare regali originali. In effetti cosa puó desiderare colui che ha giá molto di piú di quello che gli serve? (Luogo comune di chi non sa cosa regalare). A risolvere questo problema ci pensano le grandi multinazionali, sfornando continuamente nuovi bisogni che devo ammettere ci piacciono (chi non ritiene fantastico e indispensabile il proprio smartphone?).
È interessante osservare il modi in cui i frettolosi e sognatori attendono. I primi lo fanno con impazienza, i secondi con aspettativa.
L'impazienza è culturalmente aditata come negativa proprio perchè probabilmente limita la possibilità di poter operare una scelta poderata e consapevole. Qui in italia abbiamo un proverbio che ammonisce i frettolosi inpazienti: "La gattina frettolosa fece i gattini cechi". In cina invece si sul dire “bá miáo zhù zhǎng”  ovvero tirare i germogli per aiutarli a crescere. Vi lascio riflettere con questa storia, che da origine a questo modo di dire, molto evocativa, che meglio di mille giri di parole, può farvi intuire il destino a cui spesso va incontro colui che non ama aspettare.

Un tempo, nel regno di Song viveva un contadino che era sempre molto attivo e che non riusciva a essere paziente in nessuna delle cose che faceva. Una volta, dopo aver piantato dei germogli di riso, il contadino si mise a controllare le piantine e ogni giorno correva più volte al campo per vedere se erano cresciute.a


Passarono alcuni giorni ma ancora non si vedevano cambiamenti e le piantine sembravano non crescere affatto. Il contadino iniziò a spazientirsi e decise che doveva inventare qualcosa per far sì che le piantine crescessero più in fretta. Così ci pensò su e, dopo una giornata passata a spremersi le meningi, alla fine gli venne un’idea.


Il contadino entrò nell’acqua del campo e da solo si mise a tirare un germoglio alla volta finché non ebbe tirato su tutte le piantine. Alla fine della giornata l’uomo era distrutto dalla fatica ma finalmente le piante sembravano più alte.


Il contadino tornò a casa soddisfatto, si buttò sul letto e, fra uno sbuffo di stanchezza e l’altro, disse ai suoi familiari: «Oggi sono davvero a pezzi! Ho lavorato senza sosta nel campo per tutto il giorno e non ho più nemmeno la forza per alzarmi. Però il mio lavoro non è stato vano, tutte le piantine sono cresciute parecchio!»


Il figlio del contadino fu molto sorpreso da queste parole e il giorno dopo di prima mattina andò a vedere cosa fosse successo. Appena arrivato al campo, il ragazzo rimase senza parole: dovunque guardasse, si vedevano solo piantine morte.


Sitografia


http://storiedierbetta.wordpress.com/2010/10/14/拔苗助长-il-contadino-impaziente/


Sitografia immagine


http://ainsi.wordpress.com/2013/08/04/l-attesa-e-la-speranza-r-accardo-e-m-campanella/